Massimo Ferrero presidente della Sampdoria (ph. zimbio)
Serie A

Sampdoria, Ferrero: "Sto lavorando per tornare. Ho commesso errori, ma ora basta violenza. I romanisti? Mi odiano, sono caduto in una trappola..."

L'ex Presidente della Sampdoria rilascia una lunga intervista in cui parla di un suo possibile ritorno e della partita contro la Roma

Serena Baldi
15.11.2022 11:54

Massimo Ferrero ha rilasciato una lunghissima intervista al Secolo XIX, dopo un piccolo problema di saluto dopo Torino-Sampdoria dello scorso 9 novembre. Ecco le sue dichirazioni:

Guardando la partita con il Torino in televisione, la settimana scorsa, mi sono sentito male. Ho accusato un fortissimo attacco d’ansia… ne parlo ora perché so che è uscita sui social e anche su qualche giornale. Ho molto pudore della mia privacy. Sono andato al pronto soccorso. La situazione della Sampdoria mi fa molto soffrire. Non riesco, non posso restare inerme. Ho sempre avuto fiducia in Marco Lanna, tanto è vero che l’ho messo al mio posto, quello di presidente, sapendo anche che era una figura molto gradita dalla tifoseria blucerchiata. Sta lavorando, ha scelto lui ad esempio Dejan Stankovic. Mi colpiscono la sua serenità, il sorriso che riesce a mantenere in questo periodo. Si rende conto della situazione o è un grande attore? Io invece sicuramente mi sento molto male perché sono cosciente della gravità del rischio che corre la Sampdoria”.

Ferrero, ex Presidente della Sampdoria

Sampdoria, Ferrero parla del possibile ritorno

"Me lo auguro. Ci sto lavorando perché il mio obiettivo è quello di cercare di riportarla in un porto sicuro. La verità è che la mia famiglia è proprietaria della società blucerchiata e quindi in tale qualità ho sempre continuato, continuo e continuerò ad interessarmi delle sorti della squadra perché rappresenta nove anni della mia vita. Negli ultimi mesi la situazione economica e sportiva è precipitata. Voglio mettermi in gioco e devo trovare le risorse economiche per andare avanti fino a fine stagione e per rinforzare la Sampdoria. Ci vogliono innesti di nuovi calciatori nella prossima finestra del mercato di gennaio, secondo me almeno sei. Ma nello stesso tempo bisogna finirla con la guerra, chiedo una tregua ai tifosi. Ruolo nella società? Questo non lo so ancora…”.

"Un mio ritorno solleverebbe il tifo blucerchiato già saturo? Lo so, e per il bene della Sampdoria per cortesia facciamo la pace e non facciamo la guerra. Chiedo una tregua. Sono consapevole in passato di avere commesso degli errori, a volte mi sono espresso male a causa della mia… “romanità”. Un lessico particolare, una cultura differente. Chiedo scusa a chiunque si sia sentito offeso, non era assolutamente mia intenzione. Penso però che adesso solamente l’unione, e non la divisione, possa aiutare la Sampdoria. Basta pregiudizi, basta violenza. Aiutatemi ad aiutare la Sampdoria a uscirne. Garantiamo un futuro all’altezza e vi do la mia parola d’onore che una volta che la squadra approderà in un porto sicuro io sparirò e vi ringrazierò per sempre”.

Ferrero, ex Presidente dalla Sampdoria

Ferrero sulla sua presenza in Sampdoria-Roma

 “Da un po’ di tempo sentivo crescere dentro di me la voglia di rivedere la Sampdoria in campo, dal vivo. Non solo in televisione. Mi era stato sconsigliato di venire con il Monza, come avevo programmato in un primo momento. Non volevo venire con la Roma per evitare equivoci, anche se sono più sampdoriano di quanto possiate credere. In più i romanisti ora mi “odiano” perché ho messo presidente proprio Lanna, che da calciatore gli ha fatto perdere un derby con la Lazio per un tocco di mano. Sono caduto in una trappola. Sarò anche un “viperetta”, ma sono leale. Venivo da Milano e per non disturbare la squadra sono arrivato a metà del primo tempo. Avevo comunque avvisato. Quando mi sono presentato nello skybox riservato alla proprietà, Lanna mi ha salutato, mi ha stretto la mano ed è uscito. Poi qualcuno ha avvisato la tifoseria. Non nego di essere rimasto un po’ sorpreso del comportamento di Lanna… come se non volesse farsi vedere dalla tifoseria blucerchiata insieme a me. Ma è una mia impressione. Sicuramente non ce l’ha con me. Pochi giorni prima era venuto a Milano per incontrarmi (insieme a tutto il cda, ndr), senza problemi. E a volte in questi mesi è capitato che ci siamo messaggiati. Lanna è un bravissimo presidente, una figura che rappresenta un pezzo importante della gloriosa e vincente storia della Sampdoria. È evidente che questo Cda è stato nominato con l’approvazione generale. Nessun membro escluso. E tutti ne sono perfettamente consapevoli. Mi sembra che la famiglia Ferrero abbia concesso loro la massima fiducia in questi mesi, hanno sempre fatto come hanno ritenuto fosse meglio senza nessuna nostra interferenza. Nessuno poi è obbligato a lavorare per qualcuno se non è felice e contento. A che serve lamentarsi e restare attaccati alla sedia? E poi secondo me non ha senso continuare a tirare in ballo chi lavora per la Sampdoria accusandolo di avere contatti con la mia famiglia. Come se la proprietà avesse bisogno di “spie” per sapere quello che succede nella Sampdoria. I dirigenti fanno il loro dovere e lavorano nell’interesse della Sampdoria ma sono tenuti, per legge, a informare il trustee Vidal e di conseguenza anche la proprietà sull’andamento della società. Se dobbiamo cercare le colpe anziché risolvere i problemi allora si può dire che sono tutti colpevoli”.

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 “Poi vorrei dire una cosa sulla famiglia Garrone… Ecco, ma la famiglia Garrone cosa c’entra? Forse qualcuno si è dimenticato quanto ha investito in passato nella Sampdoria? Accusano Edoardo di avermi dato la società, però ricordo che con me la Sampdoria ha sempre ottenuto risultati sportivi all’altezza e non si è mai trovata nelle condizioni attuali. Che ho portato nella Samp fior di calciatori, come Cassano, Praet, Fernando, Zapata, Skriniar, Muriel, Correa, Schick, Torreira, Bruno Fernandes… mi sono adoperato per ottenere i permessi e realizzare il nuovo centro sportivo che sarà pronto in primavera e Casa Samp, la foresteria del settore giovanile. A livello politico ci siamo battuti per costruirci un’immagine seria in Lega, portando avanti tante “battaglie”. Quando mi sono battuto per abolire la tessera del tifoso ero bravo adesso non lo sono più? Se non ricordo male poi, nei primi anni della mia gestione non ci sono state contestazioni di massa nei confronti di Garrone e nemmeno di Ferrero. Ad esempio quando siamo andati al preliminare di Europa League. O quando si vincevano i derby. Tra me e la tifoseria si è spaccato tutto in quella partita con il Napoli al Ferraris di 4 anni fa, quando sono sceso sotto il temporale per difendere la squadra e evitare una squalifica del campo. Da lì è tracimata in violenza, minacce personali”.

Cessione Sampdoria, le parole di Ferrero 

Se ne occupa Vidal. Nel frattempo bisogna pensare al presente, evitare una retrocessione che la Sampdoria e i suoi tifosi non si meritano. Bisogna rinforzare la rosa di questa squadra, questa è assolutamente una priorità, ma in ogni caso i calciatori della Sampdoria vanno sempre difesi. Attaccare il pullman non risolve niente. Il mio è un appello accorato per dire facciamo una tregua e poi me ne vado via. Siete la tifoseria più bella del mondo, pensiamo alla Sampdoria e portiamola in salvo. Altra priorità è poi tenere la barra economica dritta per vendere la società. Ringraziamo Banca Macquarie e Banca Sistema, in particolare l’ad il dottor Gianluca Garbi, che ha dimostrato di avere fiducia nella mia persona e nella Sampdoria. Seguiteranno a starci vicino”.

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