Franco Baresi, il leggendario difensore del Milan, è morto a 66 anni dopo una battaglia contro la nodulazione polmonare
Franco Baresi, ex capitano del Milan, è morto a 66 anni dopo una malattia polmonare. La nodulazione polmonare, sintomi e cure.

Franco Baresi, leggendario difensore del Milan e della Nazionale italiana, è morto a 66 anni dopo una battaglia contro una nodulazione polmonare. L’ex capitano, noto per la sua leadership e la sua capacità di difesa, ha lottato per oltre un anno contro la malattia, annunciata ufficialmente nel 2025. La notizia della sua scomparsa è arrivata il 31 luglio 2026, dopo un periodo di convalescenza e una serie di appuntamenti pubblici che hanno segnato l’ultimo capitolo della sua vita.
La malattia di Franco Baresi: nodulazione polmonare e diagnosi
La nodulazione polmonare, malattia che ha colpito Baresi, è una condizione in cui si forma una piccola area di tessuto con maggiore densità all’interno dei polmoni. Questa condizione, spesso rilevata durante accertamenti di routine, può essere benigna o maligna, a seconda delle sue caratteristiche. Nel caso di Baresi, il nodulo è stato asportato chirurgicamente nel 2025, con un intervento mini-invasivo che ha avuto un decorso positivo. Dopo la rimozione, il calciatore è stato sottoposto a una terapia di consolidamento, che includeva un trattamento a base di immunoterapia.
Una carriera legata al Milan e alla storia del calcio
Franco Baresi, nato a Travagliato in provincia di Brescia, ha vissuto una carriera legata al Milan per vent’anni, dal 1977 al 1997. Durante questo periodo, ha indossato la maglia rossonera per 15 stagioni, di cui 15 da capitano, diventando il secondo calciatore con più presenze assolute dopo Paolo Maldini. Il suo legame con il club è stato così forte che il Milan ha ritirato il suo numero 6 in suo onore. Baresi ha vinto sei scudetti, tre Coppe dei Campioni e ha segnato un’epoca dorata per il club.

La sua carriera non si è limitata al calcio: Baresi ha anche svolto il ruolo di tedoforo alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, portando la fiaccola all’interno dello stadio di San Siro al fianco dell’ex capitano dell’Inter Beppe Bergomi. L’esperienza è stata descritta come “l’emozione più grande della mia vita sportiva”, un momento che ha segnato l’ultimo capitolo della sua vita pubblica. La sua battaglia contro la malattia ha visto Baresi comunicare con i tifosi attraverso messaggi su social media, confratelli come Beppe Bergomi e con il nuovo allenatore del Milan Ruben Amorim, che ha espresso il suo rispetto per la sua storia e la sua dedizione al club.
La nodulazione polmonare, pur essendo generalmente asintomatica, può portare a diagnosi tardive se non monitorata. I sintomi, quando presenti, possono includere tosse, difficoltà respiratorie o emottisi. La diagnosi richiede esami radiologici come la radiografia o la Tac, e in alcuni casi una Pet-Tac per valutare la natura del nodulo. La terapia può comprendere chemioterapia, radioterapia o immunoterapia, a seconda della tipologia di tumore e dello stadio in cui si trova. La morte di Franco Baresi rappresenta una perdita per il calcio italiano e mondiale. Il suo legame con il Milan e la sua leadership sul campo lo hanno reso un simbolo della storia del calcio. La sua figura rimarrà impressa nella memoria di tutti coloro che hanno seguito la sua carriera e la sua battaglia contro la malattia.
