Rusedski critica scelte di Sinner, Alcaraz e Djokovic: “Danneggiano Montreal”
Rusedski critica scelte di Sinner, Alcaraz e Djokovic: “Danneggiano Montreal”

Il tennis mondiale si trova a fare i conti con una situazione di tensione crescente, con l’ex numero quattro del mondo Greg Rusedski che ha espresso preoccupazione per l’assenza di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic dal Masters 1000 di Montreal. I tre giocatori, considerati tra i migliori del circuito, hanno scelto di non partecipare all’appuntamento canadese per gestire il loro calendario e presentarsi al meglio ai prossimi tornei di Cincinnati e agli US Open. Questa decisione, però, ha suscitato malcontento tra gli organizzatori del torneo, che vedono in questa situazione un sintomo di un problema strutturale nel circuito. Rusedski ha sottolineato come l’assenza di questi nomi, avvenuta per due anni consecutivi, stia danneggiando l’appeal e l’immagine del torneo canadese.
Scelte di giocatori e impatto economico
Secondo Rusedski, l’assenza di Sinner, Alcaraz e Djokovic ha un impatto non solo sul piano dell’immagine, ma anche su quello economico. I tornei di Montreal e Toronto, che richiedono un investimento significativo, vedono ridotto il loro appeal quando non vedono i giocatori più attesi. L’ex tennista ha ricordato come, l’anno scorso, il direttore del torneo aveva promesso di portare i due giocatori in campo, ma questa promessa non si è avverata per due anni di fila. Questo ha reso ancora più forte la delusione degli organizzatori. “Stiamo parlando delle tre più grandi stelle del tennis. Quindi, dal mio punto di vista, capisco perché i direttori dei tornei siano scontenti”, ha dichiarato Rusedski, sottolineando l’importanza di queste presenze per la visibilità e i ricavi del circuito.
Struttura dei tornei e selezione degli appuntamenti
Rusedski ha anche evidenziato come l’allungamento dei Masters 1000 su due settimane, introdotto per incrementare i ricavi e la visibilità, finisca per comprimere ulteriormente la stagione. Questo, a sua volta, costringe i giocatori a selezionare con maggiore attenzione gli appuntamenti a cui partecipare. La nuova struttura ha effetti paradossali: più soldi, ma meno appeal. “E tutti si lamentano del Masters di due settimane. È un esempio perfetto del perché non funziona”, ha commentato l’ex finalista degli US Open. Tuttavia, ha anche sottolineato che i giocatori hanno ottenuto ciò che volevano: più soldi, grazie all’allungamento dei tornei e alla maggiore visibilità. “E li hanno ottenuti, perché questo ha permesso loro di allungare i tornei e generare maggiori entrate”, ha concluso Rusedski, indicando come questa struttura possa, paradossalmente, penalizzare gli stessi tornei più prestigiosi quando le stelle decidono di fermarsi per preservare energie e condizione fisica.
La situazione di Montreal rappresenta un caso emblematico di come le scelte dei giocatori possano influenzare non solo il loro percorso, ma anche la struttura e la sostenibilità del circuito. Mentre i giocatori cercano di ottimizzare la loro stagione, gli organizzatori devono affrontare una sfida sempre più complessa: mantenere l’appeal dei tornei senza dipendere esclusivamente dalle presenze di pochi nomi. La questione, però, non è solo tecnica, ma anche economica e di immagine, con conseguenze che si fanno sentire a livello globale.
La decisione di Sinner, Alcaraz e Djokovic di non partecipare al Masters 1000 di Montreal ha suscitato reazioni non solo tra gli organizzatori, ma anche tra i tifosi e i media. L’assenza di questi giocatori, considerati tra i più importanti del circuito, ha ridotto il loro appeal e ha creato un senso di insoddisfazione tra chi aspettava la loro partecipazione. Rusedski ha sottolineato come questa situazione possa diventare un problema strutturale, se non si troverà una soluzione che equilibri le esigenze dei giocatori e quelle degli organizzatori. La sfida è trovare un modello che non penalizzi né i tornei né i giocatori.
