Il ‘JP Financial’ svela un nuovo capitolo di inclusione in mare
Il ‘JP Financial’ rappresenta un passo avanti per l’inclusione in mare con una squadra composta da 10 membri con disabilità.

Il ‘JP Financial’ ha svelato un nuovo capitolo di inclusione in mare, portando in acqua una squadra composta da 10 membri con disabilità fisica, visiva o grandi disabilità. L’evento si svolge durante la Copa del Rey Mapfre, dove il barco, unico nella sua classe, rappresenta un simbolo di accesso e partecipazione a tutti i livelli. Il patrón, Arturo Montes, ex regatista paralímpico, ha vinto due volte la Copa del Rey con il ‘Estrella Damm’, nel 1998 e nel 2018. Dopo un incidente nel 2011 che gli ha causato l’amputazione della gamba sinistra, Montes ha trovato nel mare un nuovo senso di appartenenza e di sfida. La squadra, guidata dall’ONG inclusiva Paraocio, ha partecipato al Trofeo S.M. e ha già vissuto esperienze significative, come la partecipazione alla Copa de Valencia grazie all’intermediazione della Casa Reale.
Un’esperienza di inclusione senza barriere
Il ‘JP Financial’ non ha subito modifiche specifiche per adattarsi alle disabilità dei membri, ma è la squadra che si è adattata al barco. “Noi ci siamo adattati al barco, non il contrario”, spiega Montes, che ha imparato a gestire le manovre in modo diverso rispetto a quando era con squadre non disabili. La squadra, composta da 10 membri, include due donne e tre riserve, e si colloca al decimoquinto posto nella classe Azulmarino ORC C. La sua partecipazione alla Copa del Rey Mapfre rappresenta un’altra tappa in un percorso che ha visto Montes vincere due volte la Copa del Rey e diventare il primo patrón con disabilità a vincere una competizione in regata.
La squadra del ‘JP Financial’ è un esempio di inclusione reale. Ogni membro, con la sua condizione, ha trovato un ruolo che gli permette di contribuire al successo del team. La squadra, che ha già partecipato al Trofeo S.M., ha anche vissuto l’esperienza della Copa de Valencia, grazie all’intermediazione della Casa Reale. Jorge Román, presidente dell’ONG Paraocio, ha spiegato come la squadra abbia potuto partecipare a eventi come la Copa del Rey grazie a queste gestioni. “La Reina de Valencia ha accolto la squadra e ha permesso loro di partecipare a eventi come la Copa del Rey”, ha detto Román, che ha già accompagnato la squadra in precedenti competizioni, tra cui la Copa de 2019.
Un’esperienza di vita e di sport
La vita di Arturo Montes ha conosciuto un prima e un dopo dopo l’incidente del 2011, quando una lancha lo ha investito mentre nuotava a Culatra, in Portogallo. L’incidente ha causato l’amputazione della gamba sinistra e un mese in coma, ma non ha spento la sua passione per la vela. Montes, che ha partecipato ai Juegos Paralímpicos di Rio 2016, ha continuato a competere, anche con la sedia a rotelle, e oggi è parte integrante della squadra del ‘JP Financial’. La sua esperienza è un esempio di come l’inclusione possa superare le barriere fisiche e sociali, permettendo a tutti di partecipare a un’attività che unisce e sfida.
Il ‘JP Financial’ è un simbolo di accesso e partecipazione. La squadra, composta da 10 membri con disabilità, non ha subito modifiche al barco, ma si è adattata alle sue caratteristiche. Questo approccio ha permesso a tutti di svolgere le loro funzioni in modo efficace. La squadra, con la sua storia e la sua determinazione, dimostra che il mare non è un luogo esclusivo, ma un’area in cui tutti possono navigare, anche con le proprie limitazioni. La partecipazione alla Copa del Rey Mapfre è un’altra prova di come l’accesso a sport e attività fisiche possa essere garantito a tutti, indipendentemente dal tipo di disabilità.
La squadra del ‘JP Financial’ rappresenta un passo avanti per l’inclusione in mare, dove la disabilità non è un ostacolo ma un elemento che arricchisce la squadra. La sua partecipazione alla Copa del Rey Mapfre è un’altra tappa in un percorso che ha visto Montes vincere due volte la Copa del Rey e diventare il primo patrón con disabilità a vincere una competizione in regata. La squadra, con la sua storia e la sua determinazione, dimostra che il mare non è un luogo esclusivo, ma un’area in cui tutti possono navigare, anche con le proprie limitazioni.
