Nuoto, la forza dei grandi e la crescita di Curtis hanno dato lustro all’Italia agli Europei, ma i ricambi restano un problema

L’Italia si conferma tra i migliori al nuoto agli Europei, ma i giovani non rispondono come sperato.

Atleti italiani in vasca, competizione di nuoto, squadra azzurra, giovani atleti
Atleti italiani in vasca, competizione di nuoto, squadra azzurra, giovani atleti

L’Italia si è distinta agli Europei di Parigi, grazie al contributo dei suoi atleti più esperti e all’esplosione di Sara Curtis, ma il problema dei ricambi resta un tema di preoccupazione per i tecnici. Dopo una competizione di alto livello, con 20 podi e il secondo posto nel medagliere, la squadra azzurra ha dimostrato di essere in grado di competere a livello internazionale. Tuttavia, la mancanza di nuove leve pronte a prendere il posto dei grandi atleti potrebbe rappresentare un limite per il futuro.

La forza dei grandi e la crescita di Curtis

Simona Quadarella, Nicolò Martinenghi e Thomas Ceccon hanno rappresentato la forza della squadra azzurra, con tre ori, una doppietta nella rana e piazzamenti sul podio nei 100 e 200 dorso. In particolare, Sara Curtis ha dato un contributo significativo, con un’esplosione che ha messo in mostra le sue potenzialità. La sua performance ha rappresentato un segnale positivo per il nuoto italiano, soprattutto al femminile, dove si registrano buoni risultati.

Al maschile, invece, si fa un po’ più di fatica. A parte Carlos D’Ambrosio, bravissimo nelle staffette ma meno performante a livello individuale, non sono emerse novità particolarmente significative e i riscontri cronometrici non sono stati esaltanti. L’eliminazione della 4×100 stile libero maschile ha messo in luce un problema di velocità, con un gruppo di atleti che sembra fermo da anni. In Europa e nel mondo, invece, si registra un progresso significativo, come dimostrato dalla finale individuale dei 100 stile libero a Parigi.

Un problema di ricambi e di continuità

Se al femminile si osserva una certa continuità, al maschile il quadro è più complesso. Luca De Tullio, pur essendo un ottimo atleta, non sembra possedere quel qualcosa di speciale necessario per distinguersi a livello internazionale. Inoltre, il problema si estende anche al mezzofondo, dove Gregorio Paltrinieri, pur essendo un atleta di alto livello, non ha trovato un sostituto in grado di competere a livello mondiale. Il discorso è ancora più evidente nei 400 stile libero, dove non si è riusciti a portare in finale alcun atleta agli Europei e dove, alle spalle di Marco De Tullio, c’è un Alessandro Ragaini che sembra aver compiuto un passo indietro. Il problema del mezzofondo potrebbe estendersi anche al settore femminile: dietro alla 27enne Quadarella, infatti, c’è ancora poco, con la speranza affidata alla crescita di Bianca Nannucci.

Il programma per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 ha messo in luce l’importanza di una generazione di nuovi atleti pronti a prendere il posto dei grandi. Tuttavia, i tecnici riconoscono che i buchi nel movimento sono evidenti e che, a livello mondiale, i colpi dei singoli potrebbero non essere sufficienti. La Next Gen, sebbene abbia dato alcune risposte interessanti, non ha ancora dimostrato di essere pronta a competere a livello olimpico. La squadra azzurra ha lasciato Parigi con certezze, ma anche con alcuni campanelli d’allarme. Il nuoto italiano, pur essendo in grado di competere a livello internazionale, deve affrontare la sfida di costruire una base solida per il futuro, con nuovi atleti in grado di sostenere i grandi e di portare avanti la tradizione azzurra.

La mancanza di nuove leve rappresenta un limite per il futuro del nuoto italiano.
La performance di Curtis ha dato un segnale positivo, ma non basta a risolvere i problemi di continuità.

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