FIBA: il ritorno delle “Ventanas” e la pioggia di passaporti

La FIBA torna a permettere la nazionalizzazione di giocatori, con un aumento dei passaporti e nuove opportunità per squadre.

Giocatori con passaporti diversi giocano in squadre diverse, durante una competizione internazionale
Giocatori con passaporti diversi giocano in squadre diverse, durante una competizione internazionale

Un ritorno delle “Ventanas” e una norma trasformata

Le “Ventanas” FIBA, periodi in cui i giocatori possono ottenere un nuovo passaporto per giocare per una squadra diversa, tornano a essere un fenomeno comune. Questo meccanismo, che permette ai giocatori di ottenere una seconda nazionalità, ha visto un incremento negli ultimi mesi, con nuovi casi di nazionalizzazione. Il fenomeno, però, ha perso la sua origine iniziale, diventando un modo per aprire porte a squadre che cercano giocatori di qualità.

La norma, una volta utile, è diventata un meccanismo di trapicheo. In passato, la FIBA aveva introdotto questa norma per aiutare paesi con pochi talenti a migliorare la loro squadra nazionale. Tuttavia, oggi, il sistema è stato sfruttato in modo non corretto, con giocatori che ottengono passaporti per giocare in squadre diverse, spesso senza un reale legame con il paese scelto.

Un caso chiave: Macedonia del Nord e il suo problema

La Macedonia del Nord è diventata un esempio di come questa pratica possa non portare risultati concreti. In un anno, il paese ha visto sette giocatori ottenere il passaporto, tra cui Ethan Happ, che ha giocato con la squadra. Tuttavia, nonostante questa strategia, la squadra non ha ottenuto i risultati sperati. Non ha partecipato al Eurobasket 2029 da 11 anni e non ha ancora raggiunto la qualificazione per la Coppa del Mondo 2027. La nazionalizzazione di massa non ha dato i frutti sperati. Il problema sembra essere la difficoltà nel trovare giocatori che si adattino bene alla squadra. Molti dei giocatori che hanno ottenuto il passaporto hanno giocato o giocheranno in Liga Endesa, dove sono necessari quattro cupi in una squadra di 12 giocatori.

Altri casi e il ruolo dei giocatori

Non solo la Macedonia del Nord ha visto un aumento di nazionalizzazioni, ma anche squadre come la Spagna hanno adottato questa strategia. Lorenzo Brown, ad esempio, è stato nazionalizzato per la squadra spagnola. Allo stesso tempo, giocatori come Mike Tobey e Josh Nebo, ex giocatori del Barça, hanno ottenuto il passaporto sloveno. Il passaporto è diventato una pratica comune e trasparente. I giocatori parlano apertamente del loro interesse per ottenere una seconda nazionalità, spesso per migliorare le loro possibilità di giocare in squadre con maggiore visibilità. Luka Doncic, ad esempio, ha già nazionalizzato compagni di squadra come Anthony Randolph e Jaxson Hayes.

Un fenomeno in crescita e le sue conseguenze

La FIBA, pur avendo introdotto questa norma con buone intenzioni, ha visto il suo utilizzo trasformato in una pratica di mercato. Molti giocatori, soprattutto quelli statunitensi, usano le “Ventanas” per ottenere un passaporto e giocare in squadre diverse, spesso senza un legame reale con il paese scelto. Questo fenomeno, pur aumentando le opportunità per le squadre, ha anche creato una certa confusione e una perdita di credibilità per alcuni paesi. La FIBA ha bisogno di un controllo più rigoroso su questa pratica. Mentre i giocatori continuano a ottenere passaporti, la FIBA dovrà valutare se questa norma, sebbene utile inizialmente, non abbia perso il suo scopo originale.

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