Ramses e Sinuhé, due ciclisti che portano il nome dei faraoni

Due ciclisti portano il nome dei faraoni egizi, in una Vuelta che celebra la storia e l’attualità

Due ciclisti portano il nome dei faraoni egizi, in una Vuelta che celebra la storia e l'attualità
Due ciclisti portano il nome dei faraoni egizi, in una Vuelta che celebra la storia e l’attualità

Due ciclisti che portano il nome dei faraoni

Nel corso della Vuelta a España 2026, due atleti hanno suscitato interesse non solo per le loro prestazioni, ma anche per i nomi che portano: Ramses Debruyne e Sinuhé Fernández. I due ciclisti, uno belga e l’altro asturiano, si trovano a condividere un pelotón e una storia che si intreccia con l’antico Egitto, a quasi quattro mila anni di distanza. Il loro nome, infatti, richiama due figure storiche: Ramsés, uno dei più celebri faraoni, e Sinuhé, protagonista di una delle opere letterarie più antiche del mondo.

Ramses Debruyne, una delle nuove stelle del ciclismo

Ramses Debruyne, nato il 31 agosto 2002, è un ciclista belga di 23 anni che milita nel team Alpecin-Premier Tech. La sua stagione 2026 ha visto prestazioni notevoli: è stato quinto in una tappa del Tour de France, 18º nella Lieja-Bastoña-Lieja e secondo nella prima giornata del Tour Auvergne-Rhône-Alpes, superato solo da Alex Baudin. In Vuelta, ha già firmato una prestazione difficile da dimenticare. Nella settima tappa, ha partecipato a una fuga di 16 ciclisti, tra cui nomi di spicco come Wout van Aert e Pello Bilbao, e ha resistito fino all’ultimo, superando anche Tadej Pogacar, che lo ha raggiunto a quattro chilometri dalla cima.

“Pogacar è un altro livello. È impatto vedere come si muove”
Debruyne ha espresso un giudizio chiaro su Pogacar, uno dei migliori del momento, riconoscendo il livello di competitività che il ciclista sloveno ha dimostrato. La sua performance in Vuelta ha messo in luce un talento in crescita, che potrebbe diventare una delle nuove stelle del ciclismo professionistico.

Sinuhé Fernández, un atacante che cerca la sua strada

Sinuhé Fernández, 26 anni, è un ciclista asturiano che corre per il Burgos-Burpellet-BH. Il suo nome richiama la figura di Sinuhé, protagonista di una delle opere letterarie più antiche del mondo antico. La storia di Sinuhé, ambientata durante la XII dinastia egizia, racconta di un uomo che abbandona il suo paese e torna dopo anni di esilio. Anche Sinuhé Fernández, con la sua natura di attacante, cerca di trovare la sua strada nel ciclismo professionistico. Nella Vuelta, il suo obiettivo è di partecipare alle fughe e di cercare di emergere. Nella seconda tappa, è riuscito a entrare in una fuga con altri tre ciclisti, tra cui Ethan Hayter, Koen Bouwman e Diego Uriarte. La sua capacità di perseguire in solitario e di raggiungere i compagni ha dimostrato una buona resistenza e una buona tecnica.

Due ciclisti, due storie, un’unica Vuelta

Ramses Debruyne e Sinuhé Fernández, pur provenendo da contesti diversi, condividono un destino simile: entrambi cercano di fare la loro strada nel ciclismo professionistico, in una Vuelta che si svolge in un contesto storico e culturale unico. Il loro nome, legato al passato egizio, li ha resi protagonisti di una sorta di storia moderna, in cui il passato si intreccia con il presente. La loro avventura in bicicletta terminerà il 13 settembre a Granada, dopo tre settimane di competizioni intense. Tra le montagne e le strade spagnole, i due ciclisti porteranno con sé la memoria di un’antica civiltà, ma anche la forza di un presente in cui il ciclismo è un’arte, una sfida e una forma di espressione.

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