Wladimir Belli: “Finn ha capito il Mondiale. Senza Pogacar più incertezza, ma io preferisco che ci sia”
Wladimir Belli commenta la vittoria di Brandon McNulty al Mondiale, sottolineando l’importanza di Pogacar e l’esperienza di Finn.
Il Mondiale di ciclismo strada si è chiuso con una vittoria inaspettata, quella di Brandon McNulty, statunitense della UAE Team Emirates-XRG, che ha sorpreso i grandi favoriti e sfruttato al meglio una corsa tatticamente complessa. Wladimir Belli, ex professionista e voce tecnica di Eurosport, ha commentato l’evento, sottolineando come la mancanza di Tadej Pogacar abbia reso più incerto il pronostico, ma abbia anche aperto le porte a nuovi protagonisti. “A Finn il Mondiale è servito per capire”, ha detto Belli, riconoscendo l’importanza del passaggio al professionismo del giovane Lorenzo Finn.
La vittoria di McNulty e la sua gestione della gara
McNulty, normalmente gregario, ha dimostrato una grande capacità di lettura delle dinamiche della corsa, sfruttando al meglio le situazioni di gruppo. “È stato bravissimo, così come lo è stata tutta la Nazionale americana”, ha commentato Belli. La sua vittoria ha reso più incerto il pronostico, ma ha anche dato spazio a corridori che non si aspettavano di vincere. Senza Pogacar più incertezza, ma io preferisco che ci sia, ha aggiunto Belli, riconoscendo l’impatto del campione sloveno sul ciclismo internazionale.
Giulio Ciccone e l’esperienza di Lorenzo Finn
Per l’Italia, il Mondiale si è chiuso senza medaglie, ma con la consapevolezza di aver visto un Giulio Ciccone competitivo e protagonista fino alle fasi decisive. “Ha corso in maniera intelligente e ha saputo sfruttare la situazione che si è creata”, ha detto Belli. Per Lorenzo Finn, invece, è stata un’altra giornata di grande apprendimento nel passaggio al professionismo. “Ha già vinto i Mondiali da Juniores e da Under23, ma correre un Mondiale tra i professionisti è tutta un’altra cosa”, ha sottolineato Belli, riconoscendo l’importanza dell’esperienza.
La gara ha anche posto interrogativi sul futuro del ciclismo, soprattutto riguardo alla gestione di Paul Seixas, talento francese lanciato giovanissimo ai massimi livelli, e al dominio sempre più evidente di Tadej Pogacar. La sua assenza agli Europei riaprirà inevitabilmente i giochi, ma Belli ha espresso la sua preferenza per la sua presenza in gara. “Pogacar è un fuoriclasse e avere un corridore così in gruppo alza il livello di una corsa”, ha concluso. Il Mondiale ha lasciato un’impronta indelebile sul ciclismo, con nuovi nomi che emergono e vecchi protagonisti che devono riconquistare la fiducia. La sua assenza rende sicuramente più incerto il pronostico, ma quando c’è lui in gara lo spettacolo è comunque assicurato. Wladimir Belli, con la sua analisi, ha dato voce a una riflessione importante: il ciclismo è in continua evoluzione, e ogni gara, anche quella più inaspettata, contribuisce a scriverne la storia.
