Chivu: “All’Inter voglio costruire qualcosa che duri nel tempo” e svela un retroscena sulla notte del Triplete
Chivu parla del futuro dell’Inter e della sua esperienza con il Triplete, svelando un retroscena su una notte memorabile.
Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato a Futnet di come intende costruire un futuro duraturo per la squadra, sottolineando l’importanza del talento e della crescita dei giovani. L’allenatore ha anche svelato un retroscena sulla notte del Triplete, conquistato con l’Inter nel 2010, quando non ha festeggiato come avrebbe dovuto. L’esperienza con Futnet, la piattaforma che permette ai giovani di essere valutati da esperti del settore, è diventata un tema centrale del suo discorso.
Un progetto a lungo termine per l’Inter
Chivu ha espresso la sua volontà di creare qualcosa di duraturo per l’Inter, un progetto che lasci un’impronta significativa nella storia della società. “So dove sono capitato, so qual è la mia responsabilità”, ha detto. La responsabilità nei confronti dei miei giocatori è fondamentale. “Ma soprattutto so che ho la responsabilità nei confronti dei miei giocatori e voglio creare una cosa che duri, una cosa che lasci qualcosa di importante nella pagina di questa meravigliosa società.” L’obiettivo non è solo vincere, ma costruire una base solida per il futuro, con un focus su giovani talenti che possono crescere e emergere.
Chivu ha parlato anche della sua collaborazione con Futnet, la piattaforma che permette ai giovani di essere valutati da professionisti del settore. “Per me è uno strumento importantissimo, è una cosa utilissima, è il mondo che viviamo, sfruttare quello che è la tecnologia oggi”, ha detto. La piattaforma offre valutazioni oggettive e feedback dettagliati, permettendo ai ragazzi di essere visti e ascoltati da esperti. “Abbiamo tanti giovani che vogliono emergere, che vogliono coltivare quel sogno e cercare di fare di tutto per raggiungerlo”, ha aggiunto.
La Champions e la ricerca del talento
Vincere la Champions è il sogno di ogni giocatore, ma Chivu ha spiegato che non esiste una ricetta per raggiungerla. “Non esiste una ricetta che ti dà la certezza che puoi vincere la Champions”, ha detto. “Non esistono i soldi che ti possono comprare una Champions, non esistono nemmeno idee che te la possano comprare. È una somma di tante cose, durante la stagione arrivi a un certo punto, ma tardi, tipo a marzo, e capisci a che punto sei.” L’allenatore ha anche sottolineato come la motivazione individuale e quella della squadra siano fondamentali per raggiungere obiettivi così ambiziosi.
Chivu ha svelato un retroscena sulla notte del Triplete, conquistato con l’Inter nel 2010. “Avevo l’aereo e dovevo tornare in nazionale il giorno dopo, nonostante l’allenatore della nazionale mi avesse dato qualche giorno libero”, ha spiegato. La sua decisione riflette la sua responsabilità come leader. “Ma ho detto ‘no, sono capitano della squadra, io devo partire come tutti gli altri’. E non è che l’ho fatto per falsità, l’ho fatto perché pensavo questo, perché per me abbiamo raggiunto un traguardo importante, importante, era bello, però ne avevo altri, avevo una responsabilità nei confronti del mio Paese, nei confronti di quelli che, nonostante fossero amichevoli, comunque vedevano in me un leader importante del gruppo.”
La sua decisione di non festeggiare la vittoria, pur essendo un momento storico per l’Inter, riflette la sua responsabilità non solo come giocatore, ma anche come leader. Chivu ha sottolineato come il talento in Italia non sia mai scomparso, ma spesso non viene colto al momento giusto. “Non vedo una situazione così drammatica”, ha detto. “Il talento emerge sempre. Poi è una questione anche generazionale, ma anche altri Paesi hanno avuto dei problemi generazionali. Ci sono i cicli. Per me è una questione di cicli, perché il talento fa tanto.”
