UEFA minaccia boicottaggio: “Non parteciperemo a nessuna competizione FIFA se la proposta di privatizzazione non viene abbandonata”
UEFA minaccia boicottaggio del Mondiale se FIFA non abbandona proposta di privatizzazione. Tensione tra enti.

—
La UEFA ha lanciato una forte minaccia di boicottaggio nei confronti della FIFA, dichiarando che nessuna squadra nazionale europea parteciperà a nessuna competizione organizzata dalla federazione mondiale finché non verrà abbandonata la proposta di privatizzazione dei diritti legati ai Mondiali e ad altre competizioni. La decisione, approvata all’unanimità, nasce da un summit tenutosi a Bruxelles e rappresenta un ulteriore passo nella crescente tensione tra i due enti. La UEFA ha sottolineato che la Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto d’investimento, ma come un patrimonio sportivo che appartiene al calcio e non dovrà mai essere venduto.
Privatizzazione e tensioni istituzionali
La proposta della FIFA, avanzata dal presidente Gianni Infantino, prevede l’introduzione di investitori privati nella gestione dei diritti commerciali legati ai Mondiali e ad altre competizioni. La UEFA, attraverso il suo presidente Aleksander Ceferin, ha definito questa iniziativa “irresponsabile e indifendibile”, sottolineando che la FIFA non ha consultato in modo significativo le federazioni, le lighe, i club e i giocatori prima di presentare il piano. L’entità europea ha anche accusato la FIFA di aver abbandonato il ruolo di custode del calcio globale, trasformando il football in un prodotto finanziario.
La FIFA ha offerto 20 milioni di dollari a ogni membro per accettare la proposta, con pagamenti annuali per quattro anni.
La decisione di boicottare le competizioni FIFA, se la proposta non verrà abbandonata, è stata approvata da tutti i 55 membri della UEFA. L’organismo ha chiarito che il boicottaggio si applicherà a tutti i tornei organizzati dalla FIFA, tra cui il Mondiale, il Club World Cup e la Coppa delle Nazioni Femminili. La UEFA ha anche espresso preoccupazione per l’impatto che la privatizzazione potrebbe avere sulle decisioni future riguardo al calendario, ai formati delle competizioni e al futuro del calcio. L’organismo ha sottolineato che, una volta introdotti i privati, i criteri decisionali potrebbero essere condizionati dai bisogni economici degli investitori.
Un confronto senza precedenti
La tensione tra UEFA e FIFA si è intensificata dopo che la FIFA ha inviato un ultimatum alle federazioni, richiedendo l’accettazione o il rifiuto della proposta entro il 19 settembre. La FIFA ha spiegato che chi aderirà al progetto riceverà immediatamente 20 milioni di dollari, con pagamenti annuali che aumenteranno da 2 a 5 milioni. Chi rifiuterà, invece, vedrà ridotti i fondi di circa il 75%. La UEFA ha rifiutato questa offerta, considerandola un’ipotesi di costrizione e non una decisione democratica. L’organismo ha anche sottolineato che il boicottaggio potrebbe portare a una rottura senza precedenti nel calcio internazionale.

La UEFA ha definito il piano della FIFA come un “modello di governance basato sulla pressione e la coazione”.
La decisione di boicottare le competizioni FIFA ha aperto un’incertezza enorme sul Mondiale del 2030, che è organizzato da Spagna, Marocco e Portogallo. Se il conflitto tra UEFA e FIFA si protrarrà e il boicottaggio dovesse materializzarsi, il torneo potrebbe perdere le 55 squadre europee, tra cui alcune delle più potenti del calcio mondiale. L’assenza di queste squadre potrebbe compromettere non solo l’aspetto sportivo, ma anche l’attrattivo commerciale del torneo, con conseguenze gravi per i ricavi da diritti audiovisivi, patrocinio e vendita di biglietti.
Un futuro in bilico
La UEFA ha ribadito che il calcio non si vende e che la Coppa del Mondo appartiene al calcio e non dovrà mai essere in vendita. L’organismo ha anche sottolineato che la FIFA, pur avendo un ruolo chiave nella gestione del calcio, non ha rispettato il ruolo di custode del gioco globale. La decisione di boicottare le competizioni FIFA, se la proposta non verrà abbandonata, rappresenta un passo senza precedenti nella storia del calcio. La tensione tra i due enti potrebbe portare a un confronto che influenzerà non solo il presente, ma anche il futuro del calcio a livello internazionale.
