Alessandro Romele: “Ho messo insieme i pezzi come un Lego. L’Italia può far bene ai Mondiali”
Alessandro Romele, rivelazione della Vuelta, parla del suo percorso e della fiducia nella squadra azzurra ai Mondiali.

Alessandro Romele, classe 2003, è stato una delle rivelazioni della Vuelta a España 2026, con sei piazzamenti nella top 10 e due vittorie di tappa sfiorate. Il portacolori del Team XDS Astana ha concluso la sua prima Grande Giro con un bilancio positivo, sottolineando l’importanza del lavoro mentale e della preparazione. L’atleta ha anche espresso fiducia nella squadra azzurra ai Mondiali, ritenendo che l’Italia possa fare bene. La Vuelta è stata per lui un momento di crescita, in cui ha messo insieme i pezzi come un Lego, grazie al supporto della squadra e al lavoro con il mental coach.
Un percorso costruito pezzo per pezzo
Romele ha spiegato come la Vuelta sia stata una risposta alla fiducia che XDS Astana gli ha dato negli ultimi anni. Dopo essere entrato nel progetto della squadra kazaka nel 2024, inizialmente come corridore della formazione di sviluppo, ha approdato al World Tour nel 2025. L’atleta ha ricevuto un rinnovo biennale per le stagioni 2027 e 2028, un accordo arrivato durante le tre settimane vissute ad altissimo livello. “Sicuramente mi fa stare più tranquillo e mi permette di concentrarmi ancora di più sulla prestazione”, ha detto, sottolineando come la stabilità aiuti a raggiungere risultati.
Romele ha anche parlato del suo periodo di recupero mentale dopo la Roubaix, in cui ha ridotto le corse e si è concentrato sui ritiri in altura. “Credo che sia proprio questo il punto: riuscire a trovare un equilibrio”, ha concluso, riferendosi a un approccio che unisce allenamento, riposo e concentrazione. L’atleta ha sottolineato come il lavoro mentale sia un elemento cruciale per la sua crescita: “Non si vincono le corse soltanto con la testa, così come non si vincono soltanto con le gambe: è un insieme di cose”.
La fiducia nella squadra e nella Nazionale
Romele ha espresso fiducia nella Nazionale italiana ai Mondiali, ritenendo che possa difendersi bene. “Ho visto però anche la nostra Nazionale italiana competitiva: è un bel gruppo e credo che possa difendersi bene, quindi le speranze sono molto buone”, ha detto, sottolineando come l’Italia abbia un gruppo di corridori in grado di competere con i migliori del mondo. L’atleta ha anche menzionato alcuni nomi di favoriti, come Isaac del Toro e Remco Evenepoel, ma ha espresso fiducia nella squadra azzurra.
Il ciclista ha anche parlato della sua famiglia e della promessa fatta a suo nonno, un tema ricorrente nel suo discorso. “La Sanremo è una corsa che ho sempre guardato con occhi diversi. Ha qualcosa di speciale, anche per la mia famiglia”, ha detto, ricordando una frase che gli è rimasta dentro da sempre. L’atleta, però, non ha dimenticato la sua crescita sportiva: “Sono veramente soddisfatto di quello che ho fatto. Mi darei un 10 a questa Vuelta”, ha dichiarato, mostrando una grande fiducia in se stesso e nel suo percorso.
Romele ha anche sottolineato l’importanza di un buon rapporto con il preparatore, Maurizio Mazzoleni, con cui si trova molto bene. “Credo che avere un buon rapporto con il proprio preparatore sia un valore aggiunto”, ha detto, ricordando come il lavoro con il mental coach abbia contribuito al suo progresso. L’atleta ha anche parlato del suo periodo di recupero mentale, in cui ha trovato un equilibrio tra allenamento e riposo. “Sicuramente che il lavoro ripaga sempre”, ha concluso, riferendosi a un percorso che si basa su piccoli passi, ma con grandi risultati.
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