LaLiga difende il suo modello: “Nel 2012 non si pagava neppure all’elettricista”

LaLiga spiega il modello economico basato sulla cantera, sottolineando la situazione di crisi del 2012 e la strategia di sostenibilità.

Un dirigente di LaLiga spiega il modello basato sulla cantera e la situazione finanziaria del 2012
Un dirigente di LaLiga spiega il modello basato sulla cantera e la situazione finanziaria del 2012

LaLiga ha difeso il proprio modello economico durante un incontro con i media, sottolineando come nel 2012 la situazione finanziaria delle squadre fosse così critica che non si pagava neppure all’elettricista. Secondo Javier Gómez, direttore generale corporativo di LaLiga, il sistema permette ai club di incrementare i loro limiti di spesa in modo semplice e sostenibile, grazie all’ampliamento del capitale. Questo approccio, che si basa su una gestione responsabile e su investimenti mirati, è visto come una soluzione alternativa rispetto a modelli più esagerati e non sostenibili. LaLiga ha anche ricordato come nel 2012 la situazione fosse così drammatica che non si poteva neppure pagare i dipendenti, e come i club abbiano deciso di stabilire regole chiare per gestire i propri fondi in modo responsabile.

Un modello basato sulla cantera

LaLiga ha sottolineato come il proprio modello si basi principalmente sulla cantera, un approccio che permette ai club di sviluppare talenti interni e di ridurre i costi di acquisto. Questo sistema, spiegato da Gómez, è stato messo in atto non solo quest’anno, ma anche in precedenti stagioni, con l’obiettivo di creare una struttura economica sostenibile nel lungo periodo. L’idea è di sfruttare al massimo le risorse interne e di investire in modo strategico, senza ricorrere a spese eccessive che potrebbero mettere in pericolo la stabilità finanziaria del club. Il modello si basa su una gestione responsabile e su investimenti mirati.

La Premier League e le sue differenze

LaLiga ha confrontato il proprio modello con quello della Premier League, sottolineando come quest’ultima abbia un sistema di spesa molto più elevato. Secondo Gómez, la Premier League, pur avendo un doppio volume di entrate rispetto a LaLiga, non investe in modo proporzionato, con conseguenze negative per l’intero settore. LaLiga ha anche menzionato l’esistenza di un organo in Inghilterra che controlla i club della Premier e delle altre categorie, ma ha sottolineato che, per ora, il sistema non è cambiato. LaLiga ha espresso preoccupazione per l’effetto inflazionario che il modello inglese potrebbe avere su altre competizioni.

Il caso del Deportivo, che ha recentemente conquistato la promozione, è stato citato come esempio di come il modello di LaLiga possa funzionare. Il club ha utilizzato l’ampliamento del capitale per incrementare i propri limiti di spesa, permettendogli di acquistare giocatori di alto livello senza dover spendere eccessivamente. Questo approccio, spiegato da Gómez, è visto come una soluzione equilibrata tra crescita e sostenibilità. LaLiga ha anche ricordato come nel 2012 la situazione fosse così critica che non si poteva neppure pagare i dipendenti, e come i club abbiano deciso di stabilire regole chiare per gestire i propri fondi in modo responsabile.

Secondo Gómez, il modello di LaLiga non è solo una scelta economica, ma anche una scelta di principio. I club hanno deciso di non permettere a nessuno di spendere oltre i limiti stabiliti, e di concentrarsi su investimenti che generino valore a lungo termine. Questo approccio si basa sulla cantera e sull’auto-sostenibilità. LaLiga ha anche sottolineato come, se un azionista si ritira, il club possa comunque mantenere un futuro, grazie a una gestione responsabile e a una struttura finanziaria solida.

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