La fine del rovescio a una mano nel tennis: un’epoca che si chiude
Il rovescio a una mano scompare dalle semifinali Slam per la prima volta in 150 anni, segno di una trasformazione del tennis.

La fine di un’epoca nel tennis si è avvicinata con la scomparsa del roveschio a una mano dalle semifinali Slam per la prima volta in 150 anni. Il 7 settembre 2026, durante l’US Open, Stefanos Tsitsipas ha perso la sua semifinale contro Ben Shelton, chiudendo una stagione in cui il colpo non è mai stato più rilevante come in passato. Questo segno di una trasformazione radicale nel gioco, che ha visto il rovescio bimano dominare i vertici del circuito, ha suscitato dibattiti tra tecnici e appassionati.
Un simbolo di cambiamento tecnico e stilistico
Il rovescio a una mano, per decenni simbolo di stile e personalità, è diventato un’eccezione nel panorama moderno del tennis. Per la prima volta in 150 anni, una stagione Slam si è conclusa senza un semifinalista che lo utilizzasse. Il fenomeno è stato reso evidente dall’eliminazione di Tsitsipas, che ha resistito ai vertici grazie a questa tecnica, ma ha faticato a competere con le esigenze del tennis contemporaneo: scambi ad alta intensità, ritmi estremi e palle sempre più pesanti. La sua assenza dalle semifinali fotografa un tennis più uniforme e fisico.
Un gioco in evoluzione: meno stili, più potenza
La scomparsa del rovescio a una mano non è solo una questione tecnica, ma anche un segno di una progressiva omologazione del gioco. Meno stili, meno interpretazioni, più giocatori costruiti attorno agli stessi principi di potenza, pressione da fondo e continuità. Tsitsipas ha sottolineato questa tendenza dopo la sua sconfitta, ricordando come il circuito offriva una varietà molto più ampia in passato, tra serve&volley, difensori e contrattaccanti. Oggi quelle differenze si sono assottigliate.

La trasformazione ha anche un impatto culturale: il tennis che verrà potrebbe essere un po’ meno personale, ma più veloce e fisico. Non è necessariamente un colpo destinato a scomparire, né la sua eventuale fine cambierà la natura del tennis. Tuttavia, la sua assenza dalle semifinali Slam del 2026 rappresenta una statistica eloquente del futuro del gioco. Il tennis moderno sembra essere orientato verso una forma di gioco più uniforme, dove la potenza e la continuità sono i fattori chiave.
Le reazioni dei tecnici e la prospettiva italiana
Le reazioni dei tecnici, come Guido Monaco e la voce di Eurosport, hanno sottolineato come il cambiamento sia in atto e come i giocatori debbano adattarsi. Monaco ha commentato la sconfitta di Flavio Cobolli, sottolineando che non è pazzesca e che Blockx ha impressionato per la sua capacità di muoversi da dietro e migliorare il diritto. Il tennis dell’azzurro è fatto anche un po’ di nervi ed adrenalina, dobbiamo abituarci. L’Italia si aggrappa a Luciano Darderi in vista della seconda settimana degli US Open 2026, dopo che tutti gli altri azzurri sono usciti di scena prima degli ottavi di finale. Darderi punta sulla quantità, sfruttando il fisico e la resistenza per competere in un circuito sempre più estremo. La sua strategia riflette una tendenza più generale: il tennis moderno richiede non solo abilità, ma anche una preparazione fisica e mentale di alto livello.
- Stefanos Tsitsipas, Lorenzo Musetti e Denis Shapovalov sono i principali resistenti al rovescio a una mano.
- Il tennis contemporaneo privilegia scambi ad alta intensità e ritmi estremi.
- La scomparsa del rovescio a una mano segna un cambiamento nella natura del gioco.
