Alcaraz e il suo staff: “Disputare partite notturne non è salutare”
Alcaraz e il suo staff criticano gli US Open per le partite notturne, sollevando preoccupazioni per la salute degli atleti.

Un dibattito che riguarda la salute degli atleti
La sfida tra Carlos Alcaraz e Ben Shelton ai quarti di finale degli US Open 2026 ha suscitato non solo un grande interesse per il risultato, ma anche un dibattito su come le partite notturne possano influenzare la salute degli atleti. Dopo la vittoria di Shelton al quinto set alle 3:33 del mattino newyorkese, il team di Alcaraz ha espresso preoccupazioni circa l’impatto di un orario così tardivo sul recupero fisico e sulla preparazione per le partite successive.
La salute non è un compromesso da accettare
Il preparatore atletico di Alcaraz, Alberto Lledó, ha espresso con chiarezza il punto di vista del team: “In alcune occasioni so, e lo affermo con umiltà, che il rendimento non è sinonimo di salute”. Lledó ha sottolineato che, pur riconoscendo l’importanza dell’adattamento alle circostanze, esiste un confine che non può essere superato. “Dobbiamo adattarci a qualsiasi circostanza e chi lo fa per primo ottiene un vantaggio competitivo, ma iniziare una partita di tennis al meglio dei cinque set alle undici di sera non è salutare per un atleta”, ha scritto su Instagram.
Un programma che ha spinto l’orario a tarda notte
La programmazione del torneo ha portato a una serie di incontri estremamente equilibrati, che hanno causato un ritardo progressivo. La giornata ha visto partite come quelle tra Aryna Sabalenka e Linda Noskova, e tra Jessica Pegula e Emma Navarro, tutte concluse in cinque set. Questo ha spinto l’inizio della partita tra Alcaraz e Shelton oltre le 23, con il pubblico che si è progressivamente assottigliato nel corso della notte. La tensione del match non cancella le preoccupazioni
Nonostante la qualità e la tensione del match siano state indiscutibili, il team di Alcaraz ha posto l’accento su un aspetto che va al di là dello spettacolo: la salute degli atleti. Lledó ha distinto chiaramente due concetti spesso confusi: la prestazione sportiva e la tutela della salute. “Non si vogliono accampare scuse rispetto al risultato sul campo, ma il punto sollevato riguarda una questione più ampia e strutturale”, ha spiegato.
Un record che solleva interrogativi
La partita tra Alcaraz e Shelton è entrata negli annali del torneo come la più tardiva mai disputata, con un record che ha reso più pressante la questione. Gli US Open non sono estranei a incontri che si protraggono oltre la mezzanotte, ma il tempo record stabilito da questa sfida ha messo in luce un problema che riguarda non solo il singolo match, ma l’intero sistema di programmazione. Un dibattito che va oltre il singolo evento
La preoccupazione del team di Alcaraz non si limita al singolo incontro, ma si estende a una questione strutturale: come la programmazione dei tornei, spesso orientata alle esigenze televisive, possa influenzare la salute e la preparazione degli atleti. Lledó ha sottolineato che, pur riconoscendo l’importanza dell’adattamento, non si può ignorare il rischio di un recupero insufficiente e di un impatto negativo sulle prestazioni future.
Un tema che si ripete nel mondo dello sport
La questione del tempo di recupero e dell’orario delle partite non è nuova nel mondo dello sport, ma la sua rilevanza si fa sentire sempre di più con l’aumento della competitività e della pressione mediatica. La sfida tra Alcaraz e Shelton ha riaperto un dibattito che ha visto partecipare anche figure come Andy Roddick, che ha celebrato la performance di Shelton. Tuttavia, il focus del team di Alcaraz rimane su un aspetto che va al di là del singolo match: la salute degli atleti e la loro capacità di mantenere un livello di prestazione costante.
Un futuro che richiede una riflessione concreta
La programmazione futura dei tornei dovrà affrontare questa questione con una maggiore attenzione, non solo per il benessere degli atleti, ma anche per garantire un’equità nella competizione. La sfida tra Alcaraz e Shelton ha messo in luce un tema cruciale, che richiede una riflessione concreta e una gestione responsabile delle sfide sportive.
