Marcos Llorente e la sua riflessione controversa sul colesterolo: “Non è dannoso per la salute”
Marcos Llorente condivide una riflessione controversa sul colesterolo e sulle statine, mettendo in discussione le convinzioni comuni.
Marcos Llorente, calciatore spagnolo, ha suscitato dibattito su Instagram con una serie di stories in cui riflette sul colesterolo e sulle statine, mettendo in discussione le convinzioni comuni. L’atleta ha condiviso le tesi del farmacologo Joan-Ramon Laporte, autore del libro “Crónica de una sociedad intoxicada”, sostenendo che il colesterolo non è dannoso per la salute e che le statine non siano sempre la soluzione ideale. L’atleta ha iniziato con un’immagine di un capitolo del libro dedicato al “mito del colesterolo”, accompagnata da un commento ironico: “Tranquilos… Ya sabéis que yo solo sé dar patadas a un balón y además aprendí a leer hace unos años”. Questo ha suscitato reazioni su diverse piattaforme social, con commenti che vanno dal sostegno alla critica.
Le tesi del farmacologo e le loro implicazioni
Secondo le tesi condivise da Llorente, il colesterolo non è un nemico ma una molecola essenziale per l’organismo. L’atleta ha sottolineato che non esiste un “colesterolo buono” e un “colesterolo cattivo”, ma che le lipoproteine HDL e LDL svolgono funzioni diverse nel rischio cardiovascolare. Inoltre, ha condiviso un’analisi di 11 studi clinici con oltre 90.000 partecipanti, secondo cui l’assunzione quotidiana di statine per cinque anni potrebbe aumentare la speranza di vita di circa tre o quattro giorni. Questo ha suscitato dibattito, poiché le conclusioni contrastano con le linee guida attuali.
La pubblicazione ha anche messo in discussione la classificazione tradizionale tra colesterolo HDL e LDL, pur riconoscendo che queste lipoproteine hanno funzioni e associazioni diverse con il rischio cardiovascolare. Llorente ha sottolineato che, in pazienti con malattia cardiovascolare stabile, le raccomandazioni sono molto più intense rispetto a quelle per persone senza antecedenti cardiovascolari. Questo ha reso evidente la complessità del tema e la necessità di un approccio personalizzato.
Le linee guida scientifiche e le raccomandazioni
Le linee guida della Società Europea di Cardiologia e della Società Europea di Aterosclerosis sottolineano l’importanza di valutare il rischio cardiovascolare globale e mantengono le statine come prima opzione farmacologica per ridurre il LDL quando è indicato un trattamento. Queste linee guida non considerano il colesterolo LDL come irrilevante e non sostengono che il trattamento dipenda esclusivamente dall’aumento della speranza di vita media. L’atleta ha quindi sottolineato che il beneficio del trattamento dipende dal livello di rischio di ciascun paziente e dal grado di riduzione del LDL.
Le analisi di grandi studi, come quelle della collaborazione Cholesterol Treatment Trialists’ (CTT), hanno trovato che le riduzioni del colesterolo LDL attraverso le statine sono associate a una riduzione dei principali eventi cardiovascolari. Questi dati sono alla base delle linee guida attuali, che considerano il LDL come un fattore causale della malattia cardiovascolare aterosclerotica. Nonostante le tesi condivise da Llorente, le raccomandazioni scientifiche rimangono orientate verso un approccio personalizzato, basato sul rischio individuale. La pubblicazione di Llorente ha suscitato reazioni sia positive che critiche, con commenti che vanno dal sostegno alla critica. Tuttavia, la sua riflessione ha riacceso il dibattito su un tema complesso e spesso dibattuto, mettendo in luce l’importanza di una discussione informata e basata su dati scientifici.
