Samu Aghehowa: “Non riuscivo a vedere i partiti del Mondiale”
Samu Aghehowa parla della sua lesione e del dolore per non aver potuto giocare al Mondiale 2026.
Samu Aghehowa: “Non riuscivo a vedere i partiti del Mondiale”
Samu Aghehowa, attaccante del Oporto, ha condiviso il dolore per non aver potuto partecipare al Mondiale 2026 con la squadra di España. La lesione di ginocchio, subita il 9 febbraio 2026, lo ha privato di un sogno che aveva coltivato fin da quando era ancora un calciatore dilettante. “Non riuscivo a vedere i partiti del Mondiale”, ha confessato nel programma “El Larguero”, rivelando quanto fosse difficile non essere presente durante i momenti più importanti del torneo.
La sua mancanza al Mondiale ha avuto un impatto psicologico profondo. Samu ha spiegato come non riuscisse a seguire i partiti, non solo quelli della squadra nazionale, ma tutti i match del torneo. “Fui molto duro, non solo per me, anche per i miei amici che mi chiedevano di venire a casa a vederli”, ha ricordato.
Un percorso lungo e difficile
La lesione di ligamento cruciale ha rappresentato una pesadilla per Samu, che ha trascorso 223 giorni lontano dal campo. “Il percorso è stato molto lungo”, ha spiegato, ricordando come all’inizio sembrasse interminabile. Tuttavia, grazie al lavoro dei servizi medici del Oporto e al sostegno dei familiari, ha riacquistato la sensazione di essere un calciatore. “Ora mi sento meglio che prima”, ha detto, sottolineando come la sua mente sia tornata a godere del gioco. Samu ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto durante il recupero. Ha anche raccontato come il selezionatore Luis de la Fuente si sia interessato al suo recupero, un gesto che ha apprezzato molto. “Mi ha chiamato più volte e mi ha dato speranza”, ha spiegato.
Un sogno che si è infranto
Samu aveva posto l’obiettivo di giocare al Mondiale fin da quando era ancora un giocatore del filiale del Granada. “Quando ero ancora un dilettante, avevo sognato di giocare al Mondiale”, ha ricordato, spiegando come la vicinanza del torneo lo avesse reso particolarmente colpito. “Era un obiettivo che mi aveva dato motivazione”, ha aggiunto, ammettendo che la sua mancanza al torneo è stata un colpo durissimo.
Un momento di grazie e speranza
Nonostante il dolore, Samu ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto. “Grazie a Dio questa pesadilla è passata”, ha detto, riconoscendo l’importanza del lavoro dei medici e della sua famiglia. Ha anche raccontato come il selezionatore Luis de la Fuente si sia interessato al suo recupero, un gesto che ha apprezzato molto. “Mi ha chiamato più volte e mi ha dato speranza”, ha spiegato. Ora, il suo obiettivo è tornare a giocare con la squadra nazionale il prima possibile, pur sapendo che la concorrenza è forte. “Voglio tornare in nazionale e fare il mio primo gol”, ha concluso, mostrando ottimismo per il futuro.
Un’esperienza che lo ha reso più forte
Samu ha anche raccontato come la sua esperienza con la lesione lo abbia reso più forte. “Dando i passi corretti, vedo la luce al fine del tunnel”, ha detto. Ha spiegato come, nonostante la frustrazione, la sua motivazione per il calcio sia tornata. “Ora mi sento meglio che prima e sto godendo di ciò che più mi piace”, ha concluso. Samu spera di tornare in nazionale il prima possibile. Il suo obiettivo è tornare a giocare con la squadra e fare il suo primo gol in nazionale. “Ojalá se de lo antes posible”, ha detto, mostrando ottimismo per il futuro.
