Carles Puigdemont celebra la vittoria dell’amnistia dopo nove anni di repressione

Puigdemont celebra la vittoria dell’amnistia dopo nove anni di repressione, sottolineando il ruolo politico del suo esilio e il diritto all’autodeterminazione.

Carles Puigdemont, ex presidente della Catalogna, ha celebrato la vittoria dell’amnistia ottenuta dopo nove anni di repressione, sottolineando il ruolo politico del suo esilio e il diritto all’autodeterminazione. Nella sua dichiarazione, ha espresso gratitudine verso i seguaci e le famiglie che hanno sostenuto la sua posizione, riconoscendo le conseguenze profonde della repressione su tutti i piani: personale, familiare, sociale e politico. Puigdemont ha ribadito che l’esilio non è stato un rifugio per partiti, ma un atto politico per difendere le istituzioni e i diritti del popolo catalano.

La vittoria dell’amnistia e il diritto all’autodeterminazione

Il leader catalano ha sottolineato che la vittoria dell’amnistia rappresenta un passo significativo nella sua lotta per l’autodeterminazione, un diritto che ritiene irrenunciable. Ha ricordato che, nonostante i tentativi di estradizione e di portare i leader catalani davanti ai giudici spagnoli, la repressione ha avuto conseguenze profonde. Puigdemont ha anche menzionato il ruolo dei tribunali comunitari, in particolare il tribunale belga, che ha introdotto il concetto di gruppo oggettivamente identificabile di persone, e la sentenza europea che ha confermato l’amnistia.

La vittoria dell’amnistia è un risultato che non può essere negato, e rappresenta un passo avanti per la causa catalana.

Ha sottolineato che l’esilio è stato scelto come strumento politico, non come fuga personale, e che il ritorno non sarà al servizio di un partito, ma al servizio del paese. Ha criticato i poteri dello Stato spagnolo, ritenendoli responsabili delle conseguenze della repressione. Ha ricordato che il governo, incluso il primo ministro Pedro Sánchez, ha tentato di portare i leader catalani davanti ai tribunali, ma non ha avuto successo. Ha anche menzionato le difficoltà politiche e elettorali subite dai suoi collaboratori, come il caso del consigliere Comín, che non ha potuto occupare l’incarico nel Parlamento Europeo. Puigdemont ha sottolineato che la repressione ha creato una situazione di grave disuguaglianza, con conseguenze dirette sui risultati elettorali.

Gratitudine verso i seguaci e il sostegno della comunità

Nel concludere la sua dichiarazione, Puigdemont ha espresso gratitudine verso i seguaci, le famiglie e i sostenitori che hanno accompagnato la sua causa. Ha riconosciuto il lavoro dei volontari che hanno fornito la sicurezza in assenza di supporto istituzionale, e ha ringraziato i milioni di persone che hanno espresso il loro sostegno in modo costante. Ha concluso dicendo che la vittoria dell’amnistia è dedicata a tutti loro, con un messaggio di gratitudine e speranza.

Ha anche ricordato che la repressione ha avuto conseguenze profonde, non solo per lui, ma per molte altre persone che hanno subìto le sue conseguenze. Ha sottolineato che negare questa evidenza e pretendere una normalità è un insulto al loro soffrire. La vittoria dell’amnistia rappresenta un passo avanti per la causa catalana, ma non è un fine, ma un ulteriore passo verso il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione. Puigdemont ha ribadito che l’esilio è stato un atto politico, e che il ritorno sarà sempre al servizio del popolo catalano.

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