La renta dei proprietari supera i 50.000 euro all’anno; quella degli inquilini è inferiore ai 20.000

Dati Agencia Tributaria, INE e Banco de España: i proprietari di casa guadagnano il doppio rispetto agli inquilini.

La renta media annuale dei proprietari di casa in Spagna supera i 50.000 euro, mentre quella degli inquilini si attesta sotto i 20.000 euro, secondo dati dell’Agencia Tributaria, del Instituto Nacional de Estadística (INE) e del Banco de España. L’economista Eduardo Garzón ha sottolineato questa disparità in un post su X, mettendo in luce come la situazione economica dei proprietari non sia rappresentata da una minoranza di piccoli proprietari con redditi bassi, ma da una realtà diversa e più complessa.

Disparità di reddito tra proprietari e inquilini

Secondo l’informe del Grupo de Estudios Críticos Urbanos, la renta bruta mediana annuale dei nuclei familiari che possiedono case in affitto si attesta a 51.007 euro, mentre quella dei nuclei che vivono in affitto è di 19.758 euro. Questo significa che la metà dei proprietari guadagna il doppio rispetto alla metà degli inquilini. La differenza persiste anche se si eliminano i redditi derivanti dall’affitto, con i proprietari che mantengono comunque un vantaggio di circa 20.000 euro annui.

La situazione non è rappresentata dai piccoli proprietari con redditi bassi.

Garzón ha sottolineato che la percezione comune di un piccolo proprietario che vive di affitti non rappresenta la realtà media. “La maggior parte dei proprietari ha un reddito molto superiore a quello degli inquilini”, ha affermato. Secondo i dati, il 50% dei proprietari guadagna più di 53.000 euro all’anno, mentre solo il 10% ha un reddito inferiore ai 18.000 euro. Questo gruppo, pur essendo la minoranza, è considerato il colectivo realmente vulnerabile.

Le politiche di vivienda non devono basarsi sui piccoli proprietari

L’economista ha utilizzato questi dati per criticare l’idea di progettare politiche di vivienda basandosi esclusivamente sui piccoli proprietari con redditi bassi. “Se si vuole proteggere il proprietario con pochi redditi, si può fare una politica mirata a quel 10-20%, ma non ha senso progettare tutta la politica di vivienda pensando a loro”, ha sottolineato Garzón. Secondo il suo studio, il modello di affitto è definito come “rentismo”, in quanto una parte significativa del salario della classe operaia finisce in mano a chi non lavora o lavora poco. “Il proprietario medio non è il povero che complementa la pensione”, ha concluso.

Le fonti confermano la stessa tendenza

I dati provengono da tre fonti diverse, ma convergono verso lo stesso risultato. L’INE segnala che i proprietari hanno un reddito medio di 56.473 euro, mentre gli inquilini si attestano a 26.288 euro. Il Banco de España, invece, registra 50.604 euro per i proprietari e 20.624 euro per gli inquilini. “Tre fonti distinte, lo stesso risultato”, ha commentato Garzón. Questi dati mettono in luce una situazione economica in cui i proprietari di casa, pur non dipendendo dall’affitto per vivere, mantengono un vantaggio significativo rispetto agli inquilini. La questione sollevata dall’economista riguarda l’equità e la redistribuzione del reddito nel settore immobiliare, un tema che continua a occupare un posto centrale nel dibattito economico spagnolo.

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