Christian Horner: “Red Bull ya no me quería”
Christian Horner accusa Red Bull di non volerlo più, dopo il licenziamento e la controversia del 2024.
Christian Horner, ex team principal di Red Bull Racing, ha rivelato in modo diretto che la squadra lo ha lasciato senza motivo. Le sue parole, espresse durante il Gran Premio di Singapur 2026, hanno suscitato scalpore e hanno messo in luce una situazione paradossale: mentre era considerato un candidato per il ruolo di team principal a Ferrari, Horner ha rivelato che Red Bull non lo voleva più. L’ex dirigente ha sottolineato che il suo licenziamento, avvenuto durante la stagione 2025, non era giustificato e che la squadra aveva preferito non tenerlo più al suo fianco.
Un licenziamento senza motivo
Horner ha spiegato che, nonostante avesse ancora sei anni di contratto, Red Bull non aveva alcun motivo per licenziarlo. Secondo le sue dichiarazioni, la squadra aveva semplicemente deciso di non volerlo più. La sua posizione è stata ulteriormente supportata dall’indennità ricevuta, pari a 80 milioni di sterline, che Horner ha visto come una prova del fatto che il suo licenziamento non era giustificato. “Además, demuestra que no has hecho nada malo”, ha affermato il britannico, sottolineando che non aveva commesso alcun errore.
Un passato di successi e un presente di tensioni
Horner ha ricordato i successi ottenuti durante i 20 anni al comando di Red Bull Racing, tra cui otto titoli mondiali e sei titoli di costruzione. Tuttavia, ha anche riconosciuto che, dopo il suo licenziamento, la squadra ha perso la sua “chispa, sua presenza, sua energia”. Secondo lui, Red Bull ha perso il suo rumbo e si trova in una fase di declino. “Y creo que, si nos fijamos en ese equipo dentro de 12 meses, habrá perdido su chispa, su presenza, su energía”, ha dichiarato, mettendo in chiaro le conseguenze del suo allontanamento.
Le sue parole sono state ulteriormente contestate da un episodio avvenuto nel 2024, quando Horner era stato accusato di comportamento inappropriato con un’impiegata. La squadra ha concluso un’indagine senza trovare prove, ma l’episodio ha danneggiato la sua reputazione e quella di Red Bull. Nonostante ciò, Horner ha sottolineato che il suo licenziamento non era legato a quel caso, ma a una decisione di non volerlo più. “Simplemente ya no te quieren”, ha concluso, esprimendo una frase che ha colpito l’opinione pubblica. La situazione ha suscitato dibattiti e analisi su come Red Bull stia perdendo la sua leadership nel motorsport, con la crescita di McLaren e la fine di una dominanza che si era protratta dal 2021. Horner, pur essendo stato sostituito, ha continuato a seguire la squadra e a commentare i suoi sviluppi, dimostrando che il suo legame con Red Bull non è completamente terminato.
Il contesto del suo licenziamento è stato ulteriormente complicato dal fatto che, mentre era considerato un candidato per il ruolo di team principal a Ferrari, Red Bull ha deciso di non tenerlo più. Horner ha sottolineato che, nonostante i successi passati, la squadra ha perso la sua identità e la sua capacità di competere a livello mondiale. La sua decisione di lasciare Red Bull ha segnato un punto di svolta per la squadra, che ora si trova a dover affrontare una nuova era senza il suo leadership.
Le dichiarazioni di Horner hanno suscitato reazioni da parte di esperti e appassionati del motorsport, che hanno analizzato le implicazioni del suo licenziamento e del suo futuro. Mentre alcuni hanno visto il suo allontanamento come un segno di crisi interna, altri hanno sottolineato l’importanza del suo ruolo nella storia di Red Bull Racing. “La squadra ha perso la sua chispa”, ha concluso Horner, mettendo in chiaro le conseguenze del suo licenziamento. La situazione di Red Bull continua a evolversi, con la squadra che cerca di riprendersi la leadership nel motorsport. Horner, pur essendo stato sostituito, rimane un figura chiave nel mondo della Formula 1, e le sue dichiarazioni continuano a suscitare interesse e dibattito nel settore.
