Svizzera investe 215 milioni di euro per Olimpiadi Invernali 2038, boccia referendum popolare

Svizzera investe 215 milioni di euro per Olimpiadi Invernali 2038, boccia referendum popolare

Un passo avanti verso i Giochi Olimpici Invernali 2038

La Svizzera ha approvato un finanziamento di 215 milioni di euro per organizzare le Olimpiadi Invernali 2038, bocciando il referendum popolare che aveva visto un sostanziale sostegno. La decisione, presa dal Consiglio nazionale, segna un ulteriore passo avanti per la candidatura svizzera, che ora dovrà affrontare la fase successiva nel sistema bicamerale. Il finanziamento, approvato con 137 voti a favore e 40 contrari, ha ricevuto un sostanziale sostegno, anche se non ha raggiunto la maggioranza assoluta. La decisione di non sottoporre la questione a un referendum ha suscitato un certo dibattito, ma ha permesso di accelerare i tempi per la candidatura. La Svizzera ha scelto di non sottoporre la questione a un referendum, preferendo un approccio più diretto.

Un sistema bicamerale in movimento

Ora la materia passa al Consiglio degli Stati, la camera alta del sistema bicamerale svizzero. La decisione del Consiglio nazionale ha aperto la strada per un’ulteriore approvazione, ma non è certo che la candidatura svizzera venga confermata. La Svizzera ha tempo sino al mese di giugno 2027 per dare al Cio tutte le garanzie richieste. Se questo dovesse avvenire, otterrà automaticamente i Giochi Olimpici Invernali 2038, potendosi permettere un preavviso di ben 11 anni per la preparazione. Viceversa, si comincerà a cercare un’alternativa, come hanno già fatto altre nazioni in passato.

La Svizzera ha un tempo limitato per soddisfare le richieste del Cio e confermare la candidatura. La Svizzera ha iniziato da tempo un “dialogo privilegiato” con il Cio nell’ottica di organizzare la XXVIII edizione delle Olimpiadi di neve e ghiaccio. Un giro di parole per dire che, se non dovesse esserci la rinuncia da parte elvetica, allora la manifestazione è già assegnata. Chiaramente, l’eventuale forfait dipende da un’unica variabile, ossia la copertura finanziaria. D’altronde quando si parla di Giochi Olimpici, siano essi estivi o invernali, si muovono sempre enormi cifre di denaro.

Negli ultimi anni, parecchie potenziali candidature già approvate dalle autorità sono state affossate proprio dalle consultazioni popolari. La stessa Svizzera dovette rinunciare al progetto di candidarsi all’edizione 2022 proprio in seguito al “No” in un referendum. Curioso notare come il cospicuo finanziamento abbia ricevuto 137 voti a favore a fronte di 40 contrari e 14 astensioni. Invece, la decisione di non effettuare la consultazione popolare è stata approvata con 106 voti favorevoli e 78 contrari. Tradotto, almeno una trentina di deputati ha assunto una posizione differente.

La Svizzera ha tempo sino al mese di giugno 2027 per dare al Cio tutte le garanzie richieste. Se questo dovesse avvenire, otterrà automaticamente i Giochi Olimpici Invernali 2038, potendosi permettere un preavviso di ben 11 anni per la preparazione. Viceversa, si comincerà a cercare un’alternativa, come hanno già fatto altre nazioni in passato. La Svizzera ha scelto di non sottoporre la questione a un referendum, preferendo un approccio più diretto.

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