Condanna a 26 anni per l’exmilitare francese che uccise l’ex giocatore di rugby argentino

Condanna a 26 anni per l’exmilitare francese che uccise l’ex giocatore di rugby argentino

Il 19 marzo 2022, in un bar di Parigi, l’ex giocatore di rugby argentino Federico Martín Aramburu fu ucciso da Loïk Le Priol, un exmilitare francese, durante una lite notturna. Il 25 settembre 2026, il Tribunale di Parigi ha condannato Le Priol a 26 anni di carcere e Romain Bouvier, un altro imputato, a 19 anni per tentativo di omicidio. La sentenza, emessa dopo quasi 11 ore di deliberazioni, ha accolto le richieste della Procura, ma ha ridotto di un anno le pene proposte. La famiglia di Aramburu, tra cui sua moglie María, e i genitori di Le Priol erano presenti durante l’udienza.

La dinamica del crimine

Dopo una prima raffica di spari che ha ferito Aramburu, Le Priol ha continuato a sparare, con due dei sei colpi che hanno causato la sua morte. La balistica ha confermato la volontà di uccidere, con un attacco mirato e ripetuto. Il presidente del Tribunale, Franck Zientara, ha sottolineato che la difesa di legittima difesa avanzata da Le Priol non è stata accettata, e ha descritto il caso come un atto di “morte gratuita”. La sentenza ha riconosciuto la volontà di matar e ha respinto l’ipotesi di un deficit di discernimento legato a un trauma post-traumatico, nonostante le sue missioni in Africa.

Le responsabilità degli altri imputati

Lyson Rochemir, ex fidanzata di Le Priol, e Anthony Sorrentino sono stati condannati a tre anni di carcere, ma con esenzione dal pagamento, a meno che non commettano nuovi reati. Rochemir è stata accusata di alterazione della scena del crimine e di occultamento di prove, mentre Sorrentino è stato condannato per aver aiutato Bouvier nella sua fuga. La sentenza ha anche riconosciuto che i due imputati avevano violato un controllo giudiziario, essendo stati precedentemente condannati per reati simili.

Il presidente del Tribunale ha anche sottolineato la “fascinazione” per le armi di Le Priol e Bouvier, che avevano violato un divieto di contatto dopo una precedente condanna. Zientara ha riferito che il comportamento di Le Priol era influenzato da una “ideologia mortifera”, senza specificare di che tipo si trattasse. La sentenza ha messo in luce le radici ideologiche e sociali del crimine.

La Procura ha utilizzato il passato di Le Priol e Bouvier nel gruppo ultranazionalista GUD, disintegrato nel 2024 per la sua pericolosità, per definire il loro profilo violento e la loro familiarità con le armi. La sentenza ha quindi messo in luce non solo l’omicidio, ma anche le radici ideologiche e sociali che hanno portato a un atto così grave. Il caso ha suscitato un dibattito su come gestire i rischi legati a ex militari e ex membri di gruppi estremi, nonché sull’uso delle armi in contesti civili. La sentenza ha rappresentato un chiaro messaggio di condanna per un atto che ha causato la morte di un padre di famiglia e un ex atleta di alto livello.

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