Francesca Fantuzzi: “Soccorrere un ragazzo in crisi epilettica, tutti dovrebbero sapere cosa fare”

Francesca Fantuzzi, moglie di Domenico Berardi, racconta come abbia soccorso un ragazzo in crisi epilettica e sottolinea l’importanza dei corsi di primo soccorso.

Francesca Fantuzzi, 31 anni, moglie di Domenico Berardi e istruttrice di padel, ha raccontato come abbia soccorso un ragazzo in crisi epilettica durante l’uscita da scuola. «Non abbiamo esitato un attimo», ha detto, sottolineando che la situazione era seria e richiedeva intervento immediato. La donna, addestrata al primo soccorso grazie al patentino Dae, ha spiegato come abbia agito in modo corretto, seguendo le procedure apprese. «Sapevo cosa fare, anche se non abbiamo trovato il farmaco nello zaino», ha aggiunto. La situazione si è verificata in pochi minuti: i ragazzi scendevano da un bus, l’autista si preoccupava per un presunto controllore senza biglietto, ma in realtà si trattava di una crisi epilettica.

Preparazione e corsi di formazione

Francesca ha sottolineato l’importanza di conoscere le procedure di primo soccorso, non solo per chi lavora in contesti professionali, ma anche per chiunque possa trovarsi in situazioni simili. «Non solo istruttori, anche chi lavora al desk o in amministrazione dovrebbe fare un corso», ha detto. La donna, che è impegnata nella ristrutturazione del suo club di padel, ha spiegato come la preparazione abbia salvato la situazione. «Sapere come agire, come mettere in protezione la testa e non mettere mai le mani in bocca, è fondamentale», ha sottolineato.

La preparazione è la chiave per intervenire con calma e sicurezza. La donna ha spiegato come, nonostante la situazione fosse grave, la conoscenza delle procedure abbia permesso di agire con serenità. «Sapere cosa fare ti prepara anche a gestire l’aspetto emotivo», ha concluso. Con l’aiuto del marito e dell’istruttore, hanno agito in modo corretto, mettendo il ragazzo in posizione di sicurezza e tranquillizzandolo. «L’abbiamo messo su un fianco e gli abbiamo tolto lo zaino dalle spalle», ha ricordato.

Un appello per la formazione e la consapevolezza

Francesca ha ribadito l’importanza di diffondere la conoscenza del primo soccorso, non solo tra professionisti, ma anche tra la popolazione in generale. «Tutti dovrebbero essere preparati», ha detto. Ha anche menzionato l’importanza di corsi obbligatori, come quelli previsti da una legge che porta il nome di Edoardo Bove. «Sono d’accordo, credetemi: se sapete cosa fare, l’aspetto emotivo passa in secondo piano», ha concluso.

La formazione è un investimento nella sicurezza di tutti. La donna ha spiegato come, in alcuni casi, non si sia lucidi, ma la preparazione permetta di agire con efficienza. «Vero, ma il corso ti prepara anche a questo. Il ragazzo era caduto addosso a un compagno, molti erano come paralizzati e invece sapere le manovre base, ascoltare il respiro, capire come muoversi con o senza farmaco e quando spostare la persona sul fianco sarebbe fondamentale», ha detto. La situazione, per fortuna, si è conclusa senza conseguenze. «Siamo stati attivi subito, abbiamo chiamato l’ambulanza e, nel frattempo, abbiamo cercato di tranquillizzarlo», ha detto. La donna ha anche spiegato come, nonostante la situazione fosse grave, la preparazione abbia permesso di agire con calma. «Sapere cosa fare ti prepara anche a gestire l’aspetto emotivo», ha concluso.

Copyright © ilpallonegonfiato.it di proprietà di Magellano Tech S.r.l. - Via dei Due Macelli 60, 00187 Roma - ufficio@magellanotech.it
Privacy | Cookie Policy | Chi siamo | Redazione