Sergio Camello: “Il Rayo è l’ultimo club del calcio di un’epoca passata”

Sergio Camello parla del Rayo Vallecano come ultimo club del calcio di un’epoca passata.

Un club che rappresenta un’epoca passata

Sergio Camello ha definito il Rayo Vallecano “l’ultimo club del calcio di un’epoca passata”, in un’intervista al quotidiano inglese The Guardian. L’attaccante ha sottolineato come il club abbia una caratteristica unica, legata a una tradizione e a un modo di vivere il calcio che si distingue da altri. “Il Rayo è il club che rimane del calcio di un’epoca passata”, ha detto, mettendo in luce l’identità e la storia del club.

Il calcio non è solo un lavoro, ma una passione
Per Camello, il calcio è qualcosa che ha scelto prima di diventare un lavoro. “Questo è un sport che hai scelto prima che fosse il tuo lavoro, perché era ciò che ti faceva più felice”, ha dichiarato. L’attaccante ha parlato della necessità di riconnettersi con il bambino che amava il calcio, un concetto che lo ha spinto a cercare un equilibrio tra la professionalità e la passione.

Un supereroe in campo, un uomo normale fuori

Camello ha descritto se stesso come un “supereroe” quando indossa la maglia del Rayo. “Vengo qui, mi metto la divisa, sono la persona più competitiva e professionale che si possa essere”, ha detto. Tuttavia, ha chiarito che, fuori dal campo, è semplicemente un uomo normale. “Quando me ne vado, mi tolgo la maschera e mi dimentico di tutto”, ha aggiunto. La pressione può danneggiare, ma si può gestire
L’attaccante ha parlato di alcuni episodi in cui ha sentito la pressione. “Se non puoi gestirla, può causare molto danno, e questo mi è successo”, ha detto, riferendosi a un momento in cui, dopo aver segnato il suo primo gol in Prima Divisione con l’Atlético Madrid, è stato seguito da bambini che lo chiamavano “Camello”. “Fu un shock”, ha commentato.

Camello ha anche parlato del suo cambiamento di mentalità, che si è verificato alla fine della scorsa stagione. “Pensavo che sarebbe stato molto più difficile cambiare la mia mentalità, ma vedo che posso essere me stesso: libero, connesso con il Sergio che posso offrire al Rayo”, ha dichiarato. Questo cambiamento è stato supportato da conversazioni con amici e soprattutto con il suo gemello Gonzalo, che ha notato che non stava vivendo appieno il calcio.

Sergio Camello ha inoltre espresso il desiderio di aiutare i giovani a coltivare la loro passione per il calcio. Ha recentemente aderito a un’organizzazione benefica, Acción por la Música, che supporta i bambini e i giovani nella loro passione. “Questo è un sport che hai scelto prima che fosse il tuo lavoro, perché era ciò che ti faceva più felice”, ha detto, ricordando l’importanza di riconnettersi con il bambino che si è sempre amato il calcio. Sergio Camello, un “supereroe” che ha la misione di dare gioia a un intero quartiere con i suoi gol, continua a vivere il calcio come una forma di espressione e di connessione con il passato.

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