Matteo Berrettini dopo Shanghai: “Il primo set grida vendetta”

Matteo Berrettini si sfoga dopo la sconfitta a Shanghai, riconosce il valore di Nakashima e individua i momenti cruciali come determinanti.

Matteo Berrettini, dopo la sconfitta contro Brandon Nakashima al secondo turno del Masters 1000 di Shanghai 2026, ha espresso la sua delusione in un’intervista a Sky Sport. L’azzurro, che ha perso con il punteggio di 7-6(4) 7-5, ha riconosciuto il valore del suo avversario, ma ha individuato nei momenti cruciali il fattore determinante della sconfitta. Il primo set, in particolare, ha pesato sul bilancio della giornata, con Berrettini che non è riuscito a concretizzare tre palle break consecutive.

Un primo set che grida vendetta

“Un’altra partita con un sacco di chance, soprattutto un primo set che grida vendetta, in cui non sono riuscito a sfruttare le tre palle break di fila”, ha dichiarato Berrettini. L’italiano ha sottolineato come il match fosse stato di alto livello, ma ha riconosciuto che Nakashima ha saputo mantenere la lucidità nei frangenti più delicati, mentre lui non è riuscito a trasformare in vantaggio le opportunità costruite. Il polacco ha giocato meglio nei momenti cruciali, decisivi per il risultato.

La voglia di competere e migliorare

Nonostante la sconfitta, Berrettini ha espresso una consapevolezza positiva sul proprio stato fisico e sulla sua voglia di competere. “Ho voglia di giocare, di competere, di stare lì, di migliorare e mi brucia parecchio quando perdo, quindi è un buon segnale, nonostante sia nel tour da un po’ di anni”, ha detto. L’azzurro ha anche sottolineato che il tennis, soprattutto su superfici rapide, si gioca su pochi punti, e che il risultato dipende spesso da scambi decisivi.

Il tennista romano ha anche riconosciuto che il tour asiatico non ha regalato le soddisfazioni previste, ma ha ribadito la sua volontà di continuare a lavorare. “Mi dispiace perché avevo delle buone sensazioni sia per questo torneo che per Tokyo. Però so anche che il tennis è così: ti premia quando meno te lo aspetti. Quindi continuerò a giocare e a spingere. Vediamo un po’ che succede”, ha concluso. La sconfitta a Shanghai non cancella i progressi maturati nel corso degli ultimi anni, e Berrettini ha espresso la sua determinazione a migliorare e a continuare a competere. Nonostante il dispiacere per il risultato, il tennista ha trovato motivazioni nella sua condizione fisica e nella sua voglia di migliorare. La voglia di competere è sempre presente, anche quando le opportunità non si concretizzano.

Il tour asiatico, pur non regalando le soddisfazioni previste, ha lasciato spunti per un futuro sempre più competitivo. Berrettini ha riconosciuto che il tennis è un gioco in cui i momenti cruciali possono decidere la partita, e che la sua capacità di sfruttare le opportunità è un aspetto da migliorare. La sua determinazione a continuare a spingere e a migliorare rimane intatta, anche se la sconfitta a Shanghai ha lasciato un sapore di delusione.

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